Quotazioni Omi I semestre 2017, online i valori al m2 delle diverse tipologie immobiliari

Sono consultabili online sul sito internet www.agenziaentrate.gov.it e tramite l’applicazione per smartphone “Omi Mobile” le quotazioni immobiliari relative al primo semestre 2017. La banca dati dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare permette di avere un’indicazione dei prezzi al metro quadro per diverse tipologie di immobili, con dati raggruppati per semestre, provincia, comune, zona OMI e destinazione d’uso.
Per conoscere la quotazione media al metro quadro di un immobile residenziale, commerciale, terziario o produttivo in una determinata zona, basta collegarsi sul sito dell’Agenzia delle Entrate ed effettuare una ricerca filtrando le informazioni in base al semestre e alla zona di riferimento. La ricerca può essere effettuata anche tramite navigazione su mappa, utilizzando il servizio GEOPOI® , il framework cartografico realizzato da Sogei. Inoltre, digitando sul browser del proprio smartphone o tablet l’indirizzo http://m.geopoi.it/php/mobileOMI/index.php è possibile accedere anche in mobilità alla banca dati e visualizzare, con un semplice tocco, le quotazioni relative alla posizione in cui ci si trova.
Sul sito delle Entrate è possibile consultare non solo le quotazioni dell’ultimo semestre, ma anche quelle precedenti, a partire dal primo semestre 2006. Da ottobre 2016 è attivo, inoltre, il servizio di download gratuito delle quotazioni immobiliari per gli utenti registrati a Fisconline ed Entratel, che potranno scaricare i dati a partire dal primo semestre 2016 dopo essersi autenticati, in modo da garantire una maggiore sicurezza degli accessi.

Fonte: Idealista

CONFCOMMERCIO ABRUZZO: “Estendere la Cedolare Secca al 10% alle locazioni commerciali si deve e si puo”’

La manovra finanziaria del Governo tra gli altri provvedimenti ha consentito l’applicazione della mini cedolare secca del 10% alle locazioni, che diventa così strutturale per gli affitti a canone concordato. A tale proposito Confcommercio Abruzzo rivolge un invito ai Parlamentari Abruzzesi affinché tale provvedimento possa essere esteso anche ai canoni di locazione commerciali.
Da questo punto di vista, oltre un anno fa, Confcommercio ed Anci nazionali, nelle persone dei Presidenti Carlo Sangalli e Piero Fassino sottoscrissero un protocollo di intesa per individuare alcune città sperimentali nelle quali applicare tale agevolazione.
In quel contesto Confcommercio Abruzzo riuscì a far inserire nell’elenco dei centri sperimentali i comuni abruzzesi di L’Aquila, Chieti, Pescara, Avezzano e Sulmona. L’applicazione della mini cedolare secca potrebbe rendere meno gravosi i canoni di locazione che i commercianti devono sostenere con grande difficoltà, portando ad una sostanziosa riduzione dei fitti per gli esercizi commerciali, ciò anche in considerazione delle migliaia di chiusure che si verificano, in particolare nei centri storici, sia per effetto della crisi dei consumi che per gli esosi canoni di locazione che penalizzano la gestione delle aziende commerciali.
Se si vuole davvero contrastare il fenomeno dello spopolamento e dell’impoverimento dell’economia, poiché laddove si abbassano le saracinesche e si spengono le vetrine prendono il sopravvento l’abbandono, il degrado ed i fenomeni di criminalità che compromettono il benessere e la sicurezza dei cittadini, bisogna agire e proprio per questo Confcommercio Abruzzo invita tutti i Parlamentari abruzzesi
a voler inserire emendamenti alla manovra in tal senso, considerato anche che ben due Capoluoghi di provincia, L’Aquila e Teramo, hanno dovuto subire, oltre al fenomeno nazionale della crisi anche gli effetti negativi dei sismi che si sono succeduti dal 2009 ad oggi. A margine della comunicazione il Presidente Roberto Donatelli e il Direttore Celso Cioni hanno unanimemente commentato:
“Ogni saracinesca che si abbassa, ogni vetrina che si spegne è una sconfitta per tutti.
Confidiamo quindi che questo nostro appello sarà recepito dai nostri Rappresentanti sia in Parlamento che in tutte le Istituzioni locali e nazionali”.


IL DIRETTORE 
Celso Cioni IL PRESIDENTE Roberto Donatelli

Per vendere casa ci vogliono 7,1 mesi, con l’home staging scendono a 2

La nuova strategia immobiliare che cambia volto alle abitazioni

I dati dell’associazione nazionale Home Staging Lovers che riunisce i professionisti della valorizzazione immobiliare: con un investimento contenuto, interventi temporanei ben studiati e servizio fotografico la casa si vende in 58 giorni. Lo sconto sul prezzo scende dal 12,1% al 5%

Cambiare la disposizione dei mobili, dare un tocco di colore -quello giusto però-, scegliere i complementi perfetti e curare l’illuminazione. E poi un servizio fotografico realizzato da un professionista. Bastano questi interventi, non strutturali e temporanei, per cambiare volto a una casa e far scattare il colpo di fulmine con i compratori: è questa la filosofia dell’home staging, una nuova strategia di valorizzazione immobiliare arrivata in Italia da qualche anno. «Secondo l’ultima indagine congiunturale di Bankitalia sul mercato delle abitazioni in Italia, primo trimestre 2017, il tempo medio di vendita di una casa è di 7,1 mesi. Dai sondaggi che facciamo periodicamente fra i nostri associati risulta che, dopo un intervento di home staging, questo tempo si riduce a 58 giorni»: parola di Fosca de Luca e Michela Galletti, presidente e vicepresidente dell’associazione nazionale Home Staging Lovers, associazione di categoria che riunisce un centinaio fra i migliori home stager italiani.
L’home stager è un professionista che unisce conoscenze di arredamento d’interni, decorazione, fotografia e marketing immobiliare per presentare al meglio un immobile destinato alla vendita. Non ristruttura la casa, né la arreda in modo definitivo. «L’home stager, lo dice la parola stessa, mette in scena l’abitazione con il preciso obiettivo di svelarne tutte le potenzialità a un target di compratori ben individuato –spiegano la presidente e vicepresidente dell’associazione–. Possibili acquirenti che vedranno prima di tutto la casa attraverso le foto sul web, fondamentali per suscitare l’interesse iniziale fra mille proposte a portata di click, e poi visiteranno gli spazi allestiti ad hoc». In un mercato immobiliare che si sta risvegliando, ma che è ancora piuttosto fermo, è fondamentale che la propria casa in vendita possa spiccare fra le altre, «E, soprattutto, essere venduta a un prezzo non troppo inferiore rispetto a quello proposto. In Italia lo sconto medio sui prezzi di vendita è del 12,1%, per le case oggetto di home staging si riduce al 5%» sottolineano De Luca e Galletti.
Ecco perché l’intervento di un home stager viene caldeggiato sempre più spesso ai proprietari dagli stessi agenti immobiliari. «Negli USA si contatta un home stager addirittura prima di mettere in vendita la casa –spiegano de Luca e Galletti–, da noi invece troppo spesso si aspetta di avere un immobile invenduto da tempo prima di decidersi. Ma l’investimento viene subito ripagato». I prezzi, naturalmente, variano moltissimo in base all’abitazione: metratura, numero di locali, stato in cui si trova, se è arredata o vuota. «Orientativamente, si parte da qualche centinaio di euro se sono necessari solo piccoli interventi in una casa già arredata. Dai mille euro a salire se l’abitazione va allestita da zero – spiega l’associazione Home Staging Lovers –. L’home stager fa un preventivo di prezzi e tempi di intervento, da poche ore a qualche giorno. Il proprietario non acquista nulla, né arredi né complementi. Tutto è temporaneo e rimane nella casa per il tempo della vendita. Compresi nel servizio ci sono gli scatti fotografici professionali che saranno il biglietto da visita della casa».
Sembra facile a dirsi, ma per fare tutto questo serve un esperto che conosce il mercato immobiliare e le strategie di vendita. Solo così pochi e semplici tocchi sono in grado di rivoluzionare il volto di un’abitazione. E di fare innamorare all’istante i compratori.

Home Staging Lovers HSL è l’associazione di categoria degli home stager italiani, i professionisti della valorizzazione immobiliare che preparano gli immobili per una loro collocazione sul mercato veloce e redditizia.
www.homestaginglovers.it

 

Disponibilità di spesa grandi città – Abruzzo

DISPONIBILITÀ DI SPESA ABRUZZO – Gennaio 2017

Aumenta la fascia di chi può spendere fino a 169 mila euro per comprare casa.
L’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa ha analizzato la disponibilità di spesa di chi acquista un immobile (il periodo di riferimento è gennaio 2017).
Dall’elaborazione ne risulta che nelle grandi città la maggiore concentrazione della richiesta è compresa nella fascia di spesa più bassa, fino a 119 mila € (25,4%). Segue il 24,4% che si concentra nella fascia di spesa compresa tra 120 e 169 mila € e il 22,3% di quella tra 170 e 249 mila €. Il 16,1% è rappresentato da coloro che dispongono di un budget tra 250 e 349 mila euro, 7,7% ha un budget che va da350 a 474 mila euro ed infine con il 4,2% chi può superare i 475 mila euro.Rispetto a sei mesi fa si nota un leggero aumento della percentuale sulle classi di spesa fino a 169 mila €.

RISPETTO ALLA MEDIA DELLE GRANDI CITTÀ SI DISCOSTANO:
– Roma dove la maggioranza delle richieste riguarda immobili dal valore compreso tra 250 e 349 mila € rispettivamente (24,6%)
– Firenze, Bari e Milano con una maggiore concentrazione nella fascia compresa tra 170 e 249 mila €;
– Bologna, dove incide maggiormente la fascia di spesa compresa tra 120 e 169 mila €;
Nelle altre grandi città, Genova, Napoli, Palermo, Torino e Verona, la maggior concentrazione è nella fascia di spesa inferiore a 120 mila €.
Negli altri capoluoghi di regione che non sono grandi città si registra un aumento maggiore della percentuale di coloro che desiderano spendere tra 170 249 mila €.

Disponibilità di spesa Abruzzo

Città Fino a 119 mila€ da 120 a 169 mila€ da 170 a 249 mila € oltre 249 mila €
L’Aquila 24,6% 36,9% 25,9% 12,6%
Pescara  35,4% 34,2% 18,7%  11,7%
Teramo 75,3% 22,1% 1,9% 0,7%

Fonte: Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa

Fiaip, mercato immobiliare in ripresa ma prezzi al minimo (-2,28%)

Prosegue la tenue ripresa del mercato immobiliare nel 2017. Le compravendite di abitazioni in Italia, secondo il Rapporto sul mercato immobiliare della Fiaip, presentato oggi a Roma insieme ad Enea ed I-com –  nel 2016 hanno segnato un`ulteriore crescita proseguendo il cammino della ripresa iniziato negli ultimi anni. Ma siamo ancora lontani dal poter cantare vittoria: all`aumento del numero delle transazioni che proseguono, non ha fatto seguito una crescita stabilizzata dei prezzi, e permane invece il trend discendente in molte città metropolitane. In generale il mercato indica rispetto all’anno precedente, un andamento medio dei prezzi in diminuzione (-2,28%) per le abitazioni. Più marcata la diminuzione dei prezzi per i negozi (-6,70%) e per gli uffici (-5,96%). Per quanto riguarda il numero delle transazioni  immobiliari si rileva un aumento del 16, 44% per il residenziale, mentre sono ancora in territorio negativo i negozi (-1,4%) e gli uffici (- 2,50%).

L`Osservatorio immobiliare della Fiaip, la Federazione Italiana degli agenti immobiliari professionali, parla di segnali positivi, ma ancora in assestamento, e resta appunto il divario fra prezzi richiesti e prezzi di realizzo.  Buoni segnali per il mercato, inoltre, si registrano da parte degli agenti sulla contrazione dei tempi di vendita e la riduzione dello sconto medio praticato.

Per quanto riguarda le locazioni, rispetto al 2015, si registra un aumento dei contratti di locazione (+15,6%) per le abitazioni, mentre i prezzi medi hanno subito una flessione più moderata (-0,80%) per il settore residenziale, mentre permane una forte diminuzione per il settore commerciale, (-7,73%) per i capannoni,  per gli uffici (-6,31%), per i negozi (-7,16%).

I rischi di deflazione sono in larga misura scomparsi e le prospettive di crescita per i Paesi dell’Eurozona sono in netto miglioramento. L’economia globale sembra riprendersi da una convalescenza decennale ma in Italia, così come in altri paesi dell’Unione Europea, la leva della politica economica e fiscale tarda ad entrare in azione come dovrebbe per risollevare un comparto come l’immobiliare che nel nostro Paese è ancora in crisi. Nei prossimi mesi si comprenderà se sarà possibile tornare anche nel nostro Paese ad un consolidamento degli investimenti immobiliari, rispetto anche ad altri Paesi esteri, dove il settore è stato una leva per la crescita economica, a differenza dell’Italia.  La debolezza del quadro macroeconomico, associata alle tensioni internazionali e alla conseguente incertezza, anche sul fronte fiscale in Italia, inducono gli agenti immobiliari Fiaip ad escludere un forte rilancio nell’immediato del comparto, nonostante l’aumento persistente della domanda abitativa e la ritrovata redditività di lungo periodo degli immobili costituisca un fattore importante.

Secondo il Vice Presidente Nazionale Fiaip e Presidente del Centro Studi Fiaip Mario Condò de Satriano, che oggi a Roma ha presentato il Report immobiliare Urbano Fiaip 2016 insieme al Presidente Nazionale Fiaip Paolo Righi, a Franco D’Amore, Vicepresidente dell’Istituto per la Competitività (I-Com) e ad Antonio Disi  e Roberto Moneta dell’Unità Tecnica per l’Efficienza Energetica dell’ ENEA: “Le compravendite nel residenziale sono arrivate a sfiorare quota  530mila, con un buon incremento rispetto al 2015. Siamo distanti dal 2006, ma comunque registriamo una crescita sostenuta della domanda, mentre i prezzi medi restano ancora in diminuzione, anche se in modo meno marcato rispetto agli anni scorsi. La casa deve essere intesa come motore dell’economia, e non come zavorra fiscale per lo Stato. Attendiamo – ha dichiarato  Mario Condò de Satriano, Presidente del Centro Studi Fiaip – ancora oggi misure strutturali di medio e lungo termine a favore dell’immobiliare per ritrovare la redditività per chi investe nel mattone” .

La domanda di abitazioni per Fiaip è infatti cresciuta a livello nazionale  di circa il  10% interessando tutti i capoluoghi di regione, in special modo tra chi intende acquistare una prima casa (52%) e sono sempre più coloro che si rivolgono oggi agli agenti immobiliari per investire in immobili. Milano, Bologna, Napoli e Torino risultano le città più dinamiche, ma la crescita è omogenea in tutte le città campione.

Si registra un forte rialzo per gli acquisti tramite mutuo ipotecario, che  nel 2016  viene scelto dalla maggior parte degli acquirenti , in quanto ritenuto molto vantaggioso a lungo termine, con la diminuzione dei tassi di interesse e la stabilità del capitale erogato medio per unità che copre in media il 70% del valore dell’immobile .

Permane un certo eccesso d’immobili invenduti, a volte di scarsa qualità, alimentato da nuove dismissioni o alienazioni di crediti deteriorati da parte delle banche. Gli appartamenti più richiesti sono quelli di buono stato, piccola quadratura, acquistati in zone centrali e semicentrali. Le unità residenziali maggiormente compravendute sono per il 41% del campione trilocali e per il 19% mini appartamenti bilocali.

• COMPRAVENDITE

In calo i prezzi delle abitazioni (-2,28%). Compravendite trainate dal ricorso a mutui bancari (+56%)

Nello specifico, rispetto al 2016, i prezzi hanno avuto una diminuzione del 2,28% per le abitazioni mentre il dato complessivo relativo al numero di compravendite è in crescita si è attestato a + 16,44% rispetto all’anno precedente. Il mercato di tipo non residenziale ha registrato una diminuzione dei prezzi ancora del -6,70% per i negozi, del -7,79% per gli uffici e del -5,96% per i capannoni, con una diminuzione percentuale relativa al numero di compravendite per il settore commerciale, che varia dal -4,56% per i capannoni, al -2,50% per immobili ad uso ufficio, al -1,4% per i negozi.

Si riducono i tempi di vendita: i dati rilevati per il 2016 indicano una percentuale in diminuzione per il tempo medio di vendita per immobili ad uso abitativo che è scesa nel range tra da 6 a 9 mesi per la maggior parte (32%) del campione intervistato  . Diminuisce rispetto al 2015 il periodo intercorso tra l’incarico e la vendita di  oltre 9 mesi (31%). Solo il 2% dei contratti viene concluso entro 1 mese. Aumenta per il 63% la domanda di abitazioni.

Il 56% delle compravendite avviene con il ricorso al sistema creditizio, con un netto aumento di richieste ed erogazioni rispetto al 2015.  La domanda di mutui, inoltre, nel corso dell’anno è stata sostenuta grazie a tassi d’interesse molto convenienti, indici ai minimi storici e spread bancari contenuti. Dai risultati dell’indagine per l’anno 2016 si rileva che le unità residenziali maggiormente compravendute sono il 41% trilocali (soggiorno/cottura – 2 camere – servizi) e il 19% bilocali (miniappartamenti). Solo il 5 % si riferisce a monolocali. L’ubicazione è prevalentemente posta in zone semicentrali  e centrali e lo stato di conservazione che prevale è di alloggi usati ma in buono stato (45%) seguito dalle abitazioni da ristrutturare (20%). Si rileva un aumento del ricorso degli extracomunitari al sistema creditizio (62%), ed la diminuzione del pagamento con mezzi propri (38%). L’approfondimento effettuato dagli agenti immobiliari Fiaip nelle nove realtà urbane, evidenzia una prima crescita dei prezzi per le abitazioni per alcune città Milano (+3%) Napoli (+ 2%) , Torino ( +2,25%). Le diminuzioni si registrano a Roma (-1,18%), Bologna (-2,44%), Venezia (- 3% ) Genova  (-3,5%), Firenze ( -2,8%) , Palermo ( -5%) .

LOCAZIONI

Flessione moderata dei prezzi -0,80% nel residenziale, -7 % nel commerciale.

Per quanto riguarda le locazioni, rispetto al 2015, i prezzi hanno subito una flessione più moderata (-0,80%) per il comparto abitativo, mentre per il commerciale la diminuzione è del -7 % circa. Aumentano del 15,26% i contratti di locazione ad uso abitazione, mentre per quelli ad uso diverso si riscontra una flessione di circa lo 0,76’% per i negozi, che diventa più sensibile per le unità immobiliari ad uso uffici e raggiunge il -2,99% per i capannoni. I tempi medi per affittare un immobile ad uso abitativo aumentano per il periodo da 3 a 6 mesi.  I tempi medi sono in leggera diminuzione per il periodo oltre i 9 mesi, e da 1 a 3 mesi Il mercato delle locazioni indica, per il comparto residenziale una offerta residenziale  in aumento. Il 64% ha rilevato un incremento del numero dei contratti. Per quanto riguarda le locazioni delle abitazioni, sono stabili i bilocali (miniappartamenti) 37%, in diminuzione i trilocali 36% con ubicazione in zone semicentrali 35% o centrali 36%. Aumentano le richieste per alloggi in affitto in periferia, in diminuzione nelle zone di pregio. Per lo stato di conservazione degli alloggi affittati è richiesto il buono stato nella misura del 61% e l’alloggio ristrutturato nel 25%. L’approfondimento sulle città campione evidenzia  un calo dei prezzi a Bologna (-0,63%), Genova (-3%). Firenze (-4%),  Roma (-6%) Palermo (-6,44%), In controtendenza i prezzi delle locazioni sono in crescita  a Torino (2,25%), Napoli (+ 3,33%) , Venezia (+5%) e Milano (+5%).

  • EFFICIENZA ENERGETICA IMMOBILI

L’efficienza energetica ha preso piede per il segmento dei nuovi edifici residenziali e, in una certa misura, per gli edifici di pregio. Irrisolto il tema dello stock degli edifici esistenti.

Secondo l’analisi dell’Istituto per la Competitività I-Com, relativa alle dinamiche del mercato immobiliare in funzione delle caratteristiche energetiche degli edifici, la promozione di nuove costruzioni residenziali a basso consumo energetico e l’efficientamento dello stock esistente sono un tassello chiave per il raggiungimento degli obiettivi energetico-ambientali che l’Europa si è data nel medio e lungo periodo.

I risultati dell’indagine del think tank europeo, svolta in collaborazione con ENEA e FIAIP, sono il frutto delle elaborazioni delle risposte di oltre 500 agenti immobiliari sul tema dell’importanza dell’efficienza energetica. Anche quest’anno lo studio si è soffermato su differenti aspetti, dal sentiment degli agenti immobiliari ai dati relativi alle compravendite effettuate nell’anno di riferimento. Migliora il dato relativo alla valutazione della capacità, sia di chi compra sia di chi vende un immobile, di saperne valorizzare le caratteristiche energetiche: rispettivamente il 51% e il 40% ha una capacità almeno sufficiente (i dati del 2015 erano invece pari al 47% e 34% rispettivamente). La principale criticità continua ad essere la scarsa qualità energetica degli edifici ristrutturati immessi sul mercato: solo il 11% di questi, infatti, ricade nelle prime tre classi energetiche. In continuità con l’anno 2015.

“L’efficienza energetica ha decisamente preso piede per il segmento dei nuovi edifici residenziali e, in una certa misura, per gli edifici di pregio. Rimane invece ampiamente irrisolto il tema dello stock degli edifici esistenti”, ha dichiarato Franco d’Amore, Vice Presidente di I-Com. “La complessità di questo segmento deve essere affrontato da innumerevoli fronti, che vanno dalla consapevolezza degli attori del mercato, alla disponibilità di strumenti adeguati per codificare e comunicare le prestazioni energetiche degli edifici, fino al tema dell’accesso al credito. Tutti questi elementi dovranno essere tenuti in considerazione nell’elaborazione delle future politiche europee per la decarbonizzazione del settore residenziale e trovare adeguato spazio all’interno della nuova Strategia Energetica Nazionale di prossima elaborazione”.

SCENARI DI MERCATO PER IL 2017

Cosa succederà nei prossimi mesi??? In aumento le compravendite nel primo semestre 2017, con una lieve ripresa dei valori a fine anno. Per il 52% degli intervistati vi sarà ancora una diminuzione dei prezzi nel primo semestre 2017, mentre si registra una tendenza di maggiore cautela per gli immobili commerciali e per gli uffici, dove metà del campione intervistato prevede una certa stabilità. Segnali positivi per il mercato vengono anche dalla contrazione dei tempi di vendita e dalla riduzione dello sconto medio praticato. Solo il 43% degli agenti immobiliari prevede un aumento del numero delle locazioni.

E Fiaip auspica che in futuro Palazzo Chigi possa essere in grado di varare un Piano strategico per il comparto immobiliare. “Italia e Grecia sono gli unici Paesi europei in cui ancora i prezzi degli immobili calano. Molti Paesi europei – ha ribadito  il Presidente Nazionale Fiaip, Paolo Righi, presentando il Rapporto 2016 sul mercato immobiliare urbano assieme a Enea e I-Com –  hanno capito che il settore immobiliare è anticiclico e fa uscire i Paesi dalla crisi. E questo in Italia non è avvenuto, dai Governi che si sono succeduti in Italia é mancato un piano strategico sull’immobiliare. Essere ultimi in Europa – ha sottolineato Righi – per quanto riguarda il mercato immobiliare, quando l’Italia è prima, insieme alla Grecia e alla Spagna per numero di proprietari, ci fa pensare che le politiche abitative su questo settore non siano più adeguate”. ” Siamo il comparto che ha più di tutti ha pagato la crisi del 2008. Per questo faccio un appello al governo attuale, ma anche a quelli che verranno – ha aggiunto Righi -, di studiare qualcosa per far ripartire un settore che ha perso 800.000 posti di lavoro negli ultimi 7 anni. “

21 marzo 2017
Fonte: Ufficio Stampa Fiaip

Le Tre condizioni necessarie per poter vendere la tua casa

Quali sono le condizioni necessarie per poter mettere in vendita la tua Casa? Possiamo affermare che tali condizioni indispensabili e che costituiscono un ottimo punto di partenza per immettere sul mercato immobiliare la tua casa siano Tre: il Prezzo giusto, l’intervento di Home Staging e il Servizio Fotografico Professionale, e il Marketing pubblicitario.
Te lo spiego meglio nel mio video:
Clicca qui!

Buona visione!

Parola d’ordine: Distinguersi

In questi ultimi anni abbiamo assistito ad un aumento dell’offerta di immobili in vendita ed un calo della domanda, e, come si sa, le leggi di mercato ci dicono che se l’offerta aumenta diminuiscono anche i prezzi; ma non voglio fare in questo caso un’analisi dell’attuale mercato dal punto di vista economico, piuttosto sottolineare un punto: quando il mercato di un certo settore offre un gran numero di prodotti nasce la necessità di distinguersi per poter emergere e riuscire a vendere il proprio prodotto, che sia un oggetto, un servizio, o un immobile appunto.
Siamo tutti d’accordo che la qualità sia una caratteristica fondamentale per qualunque prodotto affinché si distingua dagli altri, ma anche il rapporto qualità/prezzo è importante e questo, lo ribadisco, vale per qualunque prodotto o servizio.
Ma come distinguersi dunque quando parliamo di una Casa e come emergere in un mercato ormai così concorrenziale?
Come per tutti i prodotti o servizi anche quando si parla di un immobile il fattore che determina in successo dopo averlo immesso sul mercato è senza dubbio il rapporto qualità/prezzo. Dunque una giusta valutazione di mercato è una condizione necessaria, ma non sufficiente, per partire bene con una vendita immobiliare. Immettere sul mercato un immobile ad un prezzo eccessivamente alto rispetto ai valori di mercato non farà altro che lasciare fermo l’immobile per un periodo anche molto lungo e, un successivo abbassamento di prezzo, porterà anche una perdita di credibilità da chi lo aveva messo in vendita.

Dicevo appunto che il giusto prezzo è una condizione necessaria, ma da sola non basta ad assicurarci una buona vendita dell’immobile: l’altra cosa fondamentale è che l’immobile sia valorizzato esteticamente prima di essere mostrato ai potenziali acquirenti. Per valorizzazione estetica intendo la sistemazione di quelli che possono essere difetti o problemi di manutenzione ordinaria dell’immobile stesso (pulitura pareti, rimozione muffe o macchie di umidità, sistemazione infissi) o, se l’immobile è di recente costruzione e non presenta problematiche visibili, potrebbe essere sufficiente un intervento di home staging o semplice decluttering per mostrare ai potenziali compratori quella che potrebbe diventare la loro casa. Un buon servizio fotografico per pubblicizzare poi l’immobile ad un giusto prezzo, sono senz’altro le caratteristiche dalle quali partire per assicurarsi una vendita in tempi brevi!

Emanuela Sasso

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L’annuncio Immobiliare

Quando si mette in vendita un immobile, la prima operazione di marketing che viene fatta dal venditore, sia esso un privato, cioè il proprietario, sia Agente Immobiliare, è la pubblicazione di un annuncio, per rendere noto a tutti appunto che quell’immobile è in vendita.
Vediamo da cosa è composto un Annuncio Immobiliare: testo e immagini; dobbiamo distinguere, tra gli annunci, quelli per il cartaceo (periodici di annunci generici o di settore) e quelli per il web, attualmente più frequenti e utilizzati, e dei quali mi occuperò in questo articolo.
Dicevamo che un Annuncio è composto da due parti principali: il Testo e le Immagini.
Testo: sul web non abbiamo limiti di spazio generalmente, o se vi è un limite di caratteri, come su alcuni portali immobiliari, è un limite che è difficile superare; quindi sfruttiamolo questo spazio e descriviamo l’immobile in tutti i dettagli, dalla composizione, alla distribuzione, ai materiali, all’esposizione e mettiamone in risalto la peculiarità.
Immagini: le foto, di qualunque prodotto stiamo parlando, sono la prima cosa che colpisce l’utente, in questo caso il nostro potenziale compratore sarà attratto, prima che dal testo dell’annuncio, dalle immagini; c’è da ricordare che, come succede quando si incontra per la prima volta una persona, è la prima impressione quella che conta e sono davvero pochi i secondi che la determinano; per un’abitazione si parla di soli 90 secondi, ovvero, una volta entrati in una casa nei primi 90 secondi si forma questa prima impressione che poi difficilmente potrà essere modificata. Quindi dobbiamo fare in modo che questa prima impressione sia la migliore possibile. Ma la visita dell’immobile sarà comunque successiva alla visione delle foto dell’annuncio. Ne consegue dunque che anche le foto devono essere le migliori possibili, ovvero, non solo devono cogliere le caratteristiche principali dell’immobile, ma devono mostrare al meglio gli ambienti nella loro interezza, la distribuzione, la luminosità, i materiali; innanzitutto le foto dovrebbero avere sempre un orientamento orizzontale e, solo per alcuni ambienti o dettagli, verticali; un No deciso a foto che ritraggono angoli insulsi e difficilmente identificabili della casa, a foto di mobili che non sono parte integrante dell’abitazione e che non rimarranno nell’arredamento, no a foto buie e poco nitide; l’ideale sarebbe affidare ad un professionista un servizio fotografico completo, o, nel caso di affidamento dell’incarico ad una Agenzia Immobiliare, verificare che possano effettuare un discreto servizio fotografico o che si servano di un loro professionista di fiducia. Il consiglio è sempre quello di effettuare il servizio fotografico dopo un intervento anche minimo di Home Staging, o comunque di decluttering.

Emanuela Sasso

ingresso_cucina

Preparare la Casa per la Vendita

Quando decidiamo di mettere in vendita la nostra casa, sia che vogliamo provare a fare tutto da soli sia che incarichiamo un’Agenzia Immobiliare di farlo per noi, una cosa è certa: la Casa va PREPARATA per la vendita!!
Eh, già, esattamente come si fa quando si vende un’automobile, quando si prepara la vetrina di un negozio, quando si espone un prodotto in vetrina, così si DEVE fare, anzi, tanto più si deve fare per un immobile! Se pensiamo al valore economico dello stesso rispetto a tutti gli altri beni di consumo, è logico che la presentazione della Casa deve essere impeccabile. Purtroppo questo concetto così logico, stenta invece ad essere, sia per il proprietario che spesso per l’agente immobiliare, una cosa così scontata.
Perché un potenziale compratore deve visitare una casa disordinata, con dettagli non curati o addirittura problematiche, se non strutturali, comunque di scarsa manutenzione (infissi rovinati, mura con muffe o tracce di umidità, pavimenti sconnessi ecc…) e uscirne con l’idea di acquistare quell’immobile? Perché non investire, a seconda delle condizioni dell’immobile stesso, una certa cifra per una ristrutturazione di massima o un più economico intervento di Home Staging, e riuscire così, non solo ad abbreviare i tempi di vendita e a non dover effettuare sconti sul prezzo finale, ma addirittura a venderla la casa, cosa non del tutto scontata in un periodo in cui, l’offerta supera di molto la richiesta.
Ebbene sì, il rischio, mettendo in vendita un immobile poco curato, è quello di non venderlo mai o di doverlo vendere ad un prezzo eccessivamente scontato rispetto al prezzo di mercato.
E allora cosa fare? Nel caso in cui non vi siano problemi strutturali, sarà sufficiente effettuare un intervento di ”Home Staging”, affidandolo ad un esperto del settore, contattandolo direttamente, oppure affidare l’incarico  di vendita dell’immobile ad un Agente Immobiliare che a sua volta avrà degli Home Stager di fiducia. L’intervento di Home Staging non terminerà solo con le operazioni dirette nella casa, con spersonalizzazione degli ambienti dove gli stessi siano abitati, o con inserimento di arredi e complementi in ambienti vuoti, ma comprenderà anche il servizio fotografico professionale finale, che permetterà di avere immagini attraenti per gli annunci immobiliari e spesso anche la preparazione di elaborati grafici, come planimetrie arredate e viste 3D. Un intervento di Home Staging può costare da qualche centinaio di euro a qualche migliaio, a seconda che la  casa abbia bisogno di un semplice decluttering (pulizia e spersonalizzazione) e del servizio fotografico, o che ci siano da effettuare anche ritinteggiature delle pareti, inserimento di mobili o complementi. Ma l’investimento avrà certamente un ritorno a breve termine, datemi retta!
Emanuela Sasso